Lo scorso 15 marzo, presso i locali del Centro Culturale Città di Subiaco, è stato presentato il Progetto Creattivamente: Caffè Alzheimer nella Valle dell’Aniene, a cura dell’Associazione La Fonte 2004 Onlus, in collaborazione con la Comunità Alloggio La Resilienza, con sede a Roviano (bivio tra la Sublacense e la via Tiburtina) la cui responsabile è la dott.ssa Arianna Nardi.
Dopo una breve introduzione della dott.ssa Barbara Barbuto, presidente de La Fonte, che ha illustrato le finalità dell’Associazione e comunicato che il progetto sarà coordinato dal dott. Palo, psicoterapeuta de La Fonte, ha preso la parola l’assessore ai Servizi Sociali Marocchini, che ha espresso la sua soddisfazione per l’iniziativa.
Il dott. Paolo Galimberti, neuropsichiatra coinvolto nel progetto, ha esposto i sintomi e le caratteristiche dell’Alzheimer: un male oscuro che porta alla graduale scomparsa della memoria e determina quindi un progressivo deterioramento delle funzioni vitali; al momento, non esistono farmaci in grado di arginare la degenerazione neurologica. La malattia ha un decorso che va dagli 8 ai 15 anni, con conseguenti costi importanti e con inevitabili problemi e destabilizzazioni in ambito familiare. Pertanto diventa necessario lavorare sullo stile di vita del malato, supportando in modo significativo i familiari, aiutandoli ad una rapida presa di coscienza, perché una diagnosi precoce e interventi mirati sul malato rallentano molto la malattia.
Il dott. Palo entra nel merito del Caffè Alzheimer. Il programma consiste in 16 incontri quindicinali di 2/3 ore, presso la casa alloggio La Resilienza. C’è un primo momento di conoscenza e accoglienza, durante il quale si stabilisce una relazione tra malati e parenti, in un clima di serenità e collaborazione, una sorta di “cerchio magico”, nel quale si entra, alleggerendo il senso di impotenza e solitudine dei familiari; ci si scambia notizie ed emozioni, prendendo coscienza di non essere soli e aprendosi alle rispettive problematiche. Successivamente, si lavora in parallelo: i pazienti vengono guidati in attività mirate quali disegno, canto, stimolazioni tattili, giochi, che aiutano a mantenere l’attenzione e la memoria, mentre i familiari e gli operatori vengono informati sulle caratteristiche della malattia, si danno consigli sul comportamento da adottare, si racconta e, quando necessario, si dà un supporto psicologico. Sono previsti anche incontri informativi nelle scuole e presso i medici di base per favorire l’informazione.
Toccanti gli interventi di chi ha già iniziato il percorso: dalle testimonianze è emerso che i pazienti sono più sereni e la gestione del quotidiano risulta meno pesante.