Dopo la bella mostra Fausto Pirandello ed il cenacolo di Anticoli Corrado, che ha visto l’esposizione di opere della collezione della famiglia di Pierluigi Pirandello, incontriamo Manuel Carrera, direttore del Museo Civico di Arte Moderna e Contemporanea di Anticoli Corrado, per parlare del presente e del futuro di questa importante istituzione culturale della nostra Valle.
Sono ormai diversi anni che sei direttore del Museo Civico di Arte Moderna e Contemporanea. Vuoi fare un bilancio del percorso fatto?
Il bilancio è decisamente positivo: dieci mostre in quattro anni, tutte molto visitate. Certo, le difficoltà sono state molte: in primis, quella di recuperare fondi per realizzare le iniziative e per sistemare il Museo dal punto di vista strutturale. Su quest’ultimo punto c’è ancora molto da lavorare, ma ce la stiamo davvero mettendo tutta. Parlo al plurale perché nulla sarebbe stato possibile senza la cooperazione di molte forze – tutte volontarie – unite dal solo amore per l’arte e per la storia di Anticoli Corrado. Quando ho avuto l’onore di assumere la direzione del Museo, mi sono immediatamente messo al lavoro per la pianificazione di mostre e attività culturali. Da storico dell’arte, ho ritenuto assolutamente prioritaria la valorizzazione della collezione, che è tra le più belle del Novecento italiano. E ho voluto farlo cercando di raccontare storie: intrecciando, cioè, gli aspetti più tecnici e storico-artistici a quelli umani, offrendo uno sguardo sulla vita degli artisti o dei loro modelli. È per questi motivi che tutte le mostre hanno avuto una forte base storica, senza escludere, naturalmente, il dialogo con l’arte contemporanea. Va considerato, tra l’altro, che la produzione di alcuni degli artisti del Novecento approfonditi attraverso le nostre rassegne espositive è ancora oggi attualissima. Si pensi, ad esempio, a Fausto Pirandello: i suoi ritratti hanno un’intensità espressiva che fa ancora scuola. Quella dedicata a lui è stata la mostra più visitata nella storia del museo anticolano. Già all’inaugurazione erano presenti più di 300 visitatori. È grande motivo di soddisfazione vedere persone venute da ogni parte d’Italia per prendere parte a queste iniziative: è la prova tangibile che l’arte ha sempre tanto da raccontare e non smetterà mai di appassionare, neppure in un momento di forte crisi come quella che stiamo vivendo.
Per la Valle dell’Aniene qual è, secondo te, l’opportunità di avere nella sua zona un museo simile?
A mio parere, è proprio la presenza di un museo come quello di Anticoli Corrado a costituire una delle maggiori opportunità per lo sviluppo turistico della Valle. Il turismo e le mode vanno e vengono, ma l’arte resta. È per questo che va conservata, amata e valorizzata, cercando di farla conoscere il più possibile. Nessuno resta indifferente alla bellezza: figuriamoci quando è incorniciata da un paesaggio mozzafiato come quello che ci regala la nostra natura! Sono pienamente fiducioso che la sensibilità del pubblico e degli abitanti si farà sempre più attenta al nostro patrimonio artistico, cosa che aiuterà non poco lo sviluppo del territorio.
Che progetti ci sono per il prossimo futuro?
Le difficoltà a cui facevo riferimento prima non ci concedono mai di rivelare con troppo anticipo le iniziative a cui stiamo lavorando. Ce ne sono di davvero interessanti. Ma mi limiterò alle prossime due, che possiamo annunciare con certezza in questa sede. A fine maggio s’inaugura una mostra su Domenico Ponzi, artista ravennate che decise di trasferirsi ad Anticoli Corrado per amore, ovvero per sposarsi con la celebre modella Angelina Toppi, che da quel momento divenne la sua inseparabile musa. Fu un artista di successo durante il Ventennio. Dopo lo guerra sembrò uscire di scena, lavorando in una dimensione più appartata: è proprio in quegli anni, però, che realizzò i suoi ritratti più intensi, come quello di Anna Piselli, la cui toccante storia è stata raccontata recentemente in un articolo di approfondimento dell’Ansa. A settembre, invece, sarà il momento di una grande, importante retrospettiva sul pittore Emanuele Cavalli, artista a cui si deve l’apice del tonalismo romano. Sarà una mostra straordinaria, supportata da materiali d’archivio inediti e capolavori mai esposti al pubblico. Questa volta, il racconto della storia dei dipinti e della vita di Emanuele Cavalli sarà possibile grazie all’insostituibile apporto della figlia Maria Letizia, che ha ancora vivissimi in mente i ricordi degli anni anticolani, quando Cavalli discuteva di pittura e di filosofia insieme agli amici Pirandello – Luigi e Fausto – e Giuseppe Capogrossi.