Ripartono le polemiche a pochi mesi dalla riapertura della Rocca Pia di Tivoli, tornata visitabile dopo che lo scorso 13 dicembre 2018 era tornata a far parte del patrimonio culturale della città. Il 20 febbraio scorso la giunta comunale ha infatti dato il consenso, mediante una delibera poi approvata dall’amministrazione il successivo 25 febbraio, alla stipula di un accordo col Fondo Ambiente Italiano (Fai) «per definire le linee strategiche e gli obiettivi comuni di valorizzazione dell’immobile denominato Torrione o Rocca Pia Santa Croce».
Le motivazioni sono contenute nelle parole del primo cittadino Giuseppe Proietti: «Questo percorso rappresenta un’altra tappa fondamentale per la valorizzazione del patrimonio della nostra città: oltre ad avere due siti Unesco, Tivoli sarà tra le pochissime città italiane ad avere ben due beni gestiti dal Fai e ciò comporterà certamente benefici anche al turismo e al suo indotto. I circuiti turistici tradizionalmente attivati potranno avvalersi della direttrice che, collegando la Rocca Pia alla Villa Gregoriana, porterà decine di migliaia di persone motivate ad attraversare a piedi il centro cittadino, con le conseguenti ricadute sulle attività turistico-commerciali più diverse».
Un’idea, tuttavia, che non è stata condivisa proprio da tutti. Da circa tre settimane, infatti, un gruppo di cittadini ha dato voce a questo dissenso costituendo una petizione, sia in formato cartaceo che digitale, a cui hanno aderito in moltissimi. La paura più grande è quella di far tornare il monumento appena riconquistato in mano ai privati, in contrasto con una gestione pubblica e condivisa da un tipo di cittadinanza attiva. La proposta dei cittadini all’amministrazione si articola mediante: «la gestione pubblica del bene, l’individuazione di un piano turistico strategico all’interno del quale inserire la Rocca Pia, la ricerca delle risorse necessarie a sostenere tale gestione pubblica, un programma di iniziative e di interventi capaci di coinvolgere attivamente le associazioni culturali del territorio, il coinvolgimento delle associazioni territoriali, delle forze economiche e sociali e degli operatori del settore e nonché quello dei cittadini, con relativa e successiva rendicontazione sociale dei risultati raggiunti. No alle scorciatoie di chi non ha idee – accusano – sì alla progettualità e alla competenza. Sì alla partecipazione attiva dei cittadini. La Rocca pia è anche mia.»
Si preannuncia ancora lunga la battaglia su uno dei temi più caldi apparsi a ridosso del periodo più intenso della campagna elettorale per le comunali. Forse non deciderà l’esito delle urne, ma sicuramente sarà uno degli argomenti più chiacchierati sull’operato dell’attuale amministrazione.