Non è vero che le donne dell’antica Roma fossero tutte “casa, telaio e figli”. Immagineremo di incontrarne alcune nella cornice delle case di vacanza, di famiglia o di amici, disseminate nella Valle dell’Aniene. Ecco oggi la nostra intervista immaginaria a Pompeia Plotina, sposa e consigliera di Traiano, nella sontuosa villa che l’Imperatore fece costruire nel 98 d.c. presso gli Altipiani di Arcinazzo. Il territorio offriva una natura rigogliosa, paesaggi incantevoli, abbondante selvaggina per la caccia e ricchezza d’acqua.

Quando Traiano diventò imperatore eravamo già sposati da diversi anni e vivemmo in perfetta armonia fino a che lui morì. Io non ho mai amato il lusso, ho solo cercato di svolgere il mio ruolo con dignità.
Rimase celebre l’unica frase che disse ai cittadini prima di entrare nel Palazzo Imperiale…
«Entro in questo Palazzo come la donna che voglio ancora essere quando lo lascerò». Vede questa villa? Dopo secoli di abbandono e vandalismi, ora se ne può intuire la maestosità. Che reggia ne aveva fatto Traiano! Era preziosa: dall’architettura ai rivestimenti, dalle decorazioni in oro ai raffinati pavimenti in ‘opus sectile’ (alcuni sono ancora ben conservati, ndr) e l’arredamento! Era amante del bello.
I romani invece stimavano in lei l’intelligenza, l’amante dell’arte, la seguace della filosofia epicurea… i provinciali le erano grati perché convinse Traiano a limitare le tasse e ad aumentare gli aiuti per i poveri.
Non dimentichi che sono nata in Gallia, a Nîmes, sono una provinciale, e anche Traiano lo era, ispanico.
Infatti seguì suo marito nei viaggi per le province, anche durante la guerra per la conquista della Dacia.
Traiano mi rispettava. Soleva citare questa frase di Cassio Dione: «Si deve considerare la propria moglie non solo come compagna di piaceri e affetti, ma come collaboratrice nel governo e nelle opere.»
Ho visto una scultura in marmo, un suo ritratto molto mesto degli ultimi anni di vita. Forse i pettegolezzi sull’imperatore «dedito al bere e amante dei bei ragazzi» avevano incrinato la vostra “perfetta armonia”?
Chiacchiere! Traiano fu apprezzato da tutti ed il Senato gli conferì il titolo di “optimus princeps”! Chiaro?!
Va bene… Traiano morì senza eredi e senza un successore, eppure eravate tutori di Adriano da quando all’età di dieci anni perse il padre. Gli storici sostennero che fu lei ad imporlo (mentre l’imperatore era contrario), che la notizia della morte di Traiano non trapelò prima che fosse sostituito dal precettore Attiliano camuffato, il quale, con un sussurro, indicò Adriano quale successore al trono. Detta volontà fu poi comunicata al Senato con una falsa lettera di Traiano. Complimenti a lei: strategia e determinazione.
Adriano era l’uomo giusto al momento giusto. La Storia mi ha dato ragione. Sa che nel libro “Memorie di Adriano” Marguerite Yourcenar avrebbe voluto mettere me al centro del racconto? Abbandonò l’idea perché «Se una donna parla di sé, il primo rimprovero che le viene fatto è di non essere più una donna»; la scrittrice ha comunque trovato il modo di citarmi per bocca di Adriano: «Penso spesso alla bella iscrizione che Plotinia aveva fatto apporre sulla soglia della biblioteca: “Ospedale dell’anima”». Questa iscrizione sintetizza tutta l’importanza dei libri e della cultura per curare i turbamenti dello spirito.