IL COMUNICATO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO SULL’AUDIZIONE DEL 15 APRILE 2019

Un allarme, ma anche una richiesta precisa di intervento, quella lanciata stamani dall’amministrazione di Subiaco e dalle associazioni che hanno partecipato all’audizione sullo stato dell’Aniene che si è svolta nella commissione Ambiente del Consiglio regionale del Lazio.
L’allarme riguarda la prossima estate dove si potrebbe riproporre la situazione di siccità che si è già verificato nel 2017, con ripercussioni molto gravi sull’ecosistema e sulle numerose attività economiche, centrate sul centro di rafting, che vivono sul fiume. La richiesta unanime, sulla quale la commissione ha garantito il suo interessamento, è la costituzione del comitato di monitoraggio previsto da una delibera di Giunta regionale del 2009, ma mai entrato in funzione.
Un comitato che servirebbe a verificare anche il rispetto dei limiti di captazione fissati dalle concessioni che riguardano soprattutto Acea Ato 2 e Enel Greenpower, sulle quali attualmente nessuno può effettuare controlli. Nel corso dell’audizione i rappresentanti di Enel (assenti, invece, quelli di Acea) hanno spiegato come loro garantiscano sempre il “deflusso minimo vitale” stabilito dagli accordi di 500 litri al secondo, che viene misurato circa 3 chilometri a monte dell’abitato di Subiaco. Quella di Enel, comunque, è un’attività che prevede la captazione dell’acqua necessaria al funzionamento delle centrali, ma che poi viene immessa nuovamente nel fiume. Diverso, ovviamente il caso di Acea nel quale l’acqua serve ad alimentare l’acquedotto locale.

Il 15 aprile si è tenuta un’audizione presso la Commissione Ambiente del Consiglio Regionale del Lazio sul tema del DMV (deflusso minimo vitale) dell’Aniene, il termine con il quale s’intende l’unità di misura che controlla la vitalità di un corso d’acqua. L’intervento della Commissione è scaturito dalla segnalazione presentata nel luglio 2018 dal sindaco di Subiaco Francesco Pelliccia in conseguenza dello spaventoso segnale di abbassamento del livello di acqua nell’alveo del fiume verificatosi durante la scorsa estate, quando l’Aniene risultò del tutto asciutto in più punti.
L’invito, esteso a tutte le figure – istituzionali e non – investite ed operanti nel territorio e nella gestione e fruibilità del fiume Aniene, ha di fatto prodotto una presenza non plenaria rispetto alle convocazioni.
Riguardo ai responsabili della gestione e manutenzione nello sfruttamento del fiume (le aziende Enel Greenpower ed Acea Ato 2) è importante rilevare negativitamente l’assenza di Acea al tavolo di discussione, mentre si è rivelata esaustiva e puntuale la presentazione dell’ambito e dell’organizzazione gestionale ed operativa delle competenze Enel in relazione al rispetto dei limiti prefissati della captazione idrica.
Da questi ultimi sono emerse alcune tra le considerazioni più consistenti riguardo al quesito nodale, ovvero da cosa può dipendere l’eccessiva diminuzione del livello DMV del fiume Aniene. Dopo aver illustrato la compostezza e la regolarità dell’impegno assunto attraverso l’adozione di un protocollo di buon comportamento in qualità di gestore del servizio, i tecnici hanno affermato:
– di aver appurato che nel tratto iniziale dalla sorgente, quello che precede la prima diga da loro gestita, ci si trovi in presenza di una zona di totale ed esclusivo accesso di ACEA e che per quel tratto non sono nelle condizioni tecniche per stabilire azioni o situazioni;
– di voler considerare il fenomeno carsico che grava sulla tipologia geologica dei nostri territori.
In merito alla prima considerazione è intervenuto il consigliere regionale Quadrana domandando «se ci fosse stato controllo e misurazione a monte dell’operatività di ENEL…»: un accento su quanto effettivamente già segnalato dall’ing. Angelo Guastadisegni di ENEL.
Presenti alcune associazioni che sul territorio svolgono attività di monitoraggio, promozione, manutenzione del fiume: il Comitato per l’Aniene con Antonella Mattei, il Canoanium Club Subiaco con Daniele Mariano, la nostra associazione V.A.R.A., rappresentata dal presidente Luigi Tilia e dalla sottoscritta, che attraverso il Cammino dell’Aniene cerca di operare a largo raggio con una promozione diretta dell’intero fiume e le sue sponde.
Con il suo intervento Antonella Mattei ha portato ad esempio come anche il Bacino di San Giovanni – Tivoli in più occasioni risulti essere “vuoto”, riferendo quindi uno stato di criticità DMV nell’area di Tivoli, considerata per il tema zona di bassa valle: un piccolo focus utile a rendere visibile anche la città tiburtina e alla richiesta della necessità di istituzione di una cabina di regia territoriale.
Nel breve spazio di tempo disponibile, il presidente Tilia ha cercato di sintetizzare al massimo l’importanza del monitoraggio e della manutenzione delle sponde, aspetto tecnico considerevole che investe direttamente l’attività escursionistica promossa e incrementata con il Cammino dell’Aniene, nato dall’esperienza associazionistica ventennale degli Amici dei Monti Ruffi – guide A.V. Federtrek e la condivisione iniziale in rete di un gruppo di associazioni del territorio.
Con una maggior quantità di tempo a disposizione, sarebbe stato utile segnalare alcune necessità:

  • controllo sugli indici dei prelievi alle sorgenti;
  • pianificazione di misure di emergenza in caso di siccità estrema;
  • investimenti sulla manutenzione dell’acquedotto del Simbrivio e altri acquedotti notevoli;
  • fermo delle escavazioni e trivellazioni di pozzi artesiani che attingono al bacino idrogeologico e idrografico dell’Aniene;
  • controllo dei flussi idrici vitali per l’Aniene e i suoi affluenti;
  • controllo sui prelievi de canali adduttori delle centrali idroelettriche (tratto Lago dei Reali – Santa Balbina);
  • criticità estrema di sopravvivenza flora-faunistica rilevata in alcuni tratti;
  • controllo sulla qualità e quantità delle acque reflue dopo la depurazione;
  • attuazione della L. R. n° 5/2015;
  • attuazione dell’ATO Bacino dell’Aniene.

A conclusione di tutti gli interventi ho chiesto la parola per evidenziare quanto ritengo una grande omissione: quella relativa al contratto di fiume. Sulla scorta del lavoro svolto negli anni da associazioni e comitati in nome della salvaguardia e valorizzazione del fiume Aniene, nell’autunno 2018 è iniziato il processo partecipativo per la composizione di un Contratto di Fiume Aniene (tra l’altro di concerto con il Contratto di Fiume Tevere che ha cominciato a lavorare un po’ prima), curato dall’ing. Giancarlo Gusmaroli, esperto di governance fluviale e contratti di fiume, che per incarico della X Comunità Montana ci guiderà verso una definizione del contratto.
V.A.R.A. ha partecipato a tutti e tre gli incontri che hanno impostato il lavoro a staffetta lungo l’asse fluviale fino a Roma e sarà di prossima definizione l’incontro plenario tra tutte le figure coinvolte delle tre aree per condividere i risultati dei brainstorming collettivi, nonché – come auspichiamo – la convergenza e l’affiancamento con l’Ufficio di Scopo Contratti di Fiume-Piccoli Borghi, Regione Lazio coordinato da Cristiana Avenali.
È qui che vogliamo spendere un commento e un desiderio nell’augurarci che:
– non debba passare altro tempo o azione affinchè si valuti che un fiume di tale importanza (approvvigionamento idrico e idroelettrico, vallivo ed extravallivo) debba e possa essere governato, protetto, valorizzato, promosso e fruito solo in presenza di una regolamentazione diversificata per tutte le sue esigenze, che nella fattispecie e grazie ad esperienze già testate, si riconduce al Contratto di Fiume;
– velocemente, senza dover aspettare che si verifichino disastri ecologici o non solo nell’impossibilità di svolgimento attività turistiche, tutti i Sindaci dei comuni rivieraschi non sfuggano nemmeno ad una possibilità di colloquio sulla costruzione presente e futura della Tutela del Fiume Aniene.
– si lavori per allontanare il concetto del “proprio quartiere” sostituendolo con quello della polis.
Un bene collettivo, un sogno lungo 100 kilometri, un tesoro antico nei secoli rapinato alla Valle merita di essere difeso.