Così Socrate definiva la natura umana nella sua essenza più pura che può compiersi soltanto quando ciascuno di noi comprende qual è il suo posto nel mondo ma al tempo stesso vive una relazione con gli altri. Ma chi è l’altro?
Se ci pensiamo scopriamo l’altro nell’incontro tra il nostro viso ed il suo, un contatto visivo quindi, almeno nel primo approccio. A quello si aggiunge l’incontro delle parole, del corpo, che può compiersi in un contatto della pelle, un abbraccio ad esempio. Un istante che abbatte tutti i muri e che ci porta a scoprire nell’altro qualcosa di più di noi, proprio come in quell’attimo dipinto da Michelangelo che precede lo sfiorarsi tra Dio e la sua creatura, Adamo.
Entrare in relazione con l’altro non è certo semplice: due mondi diversi si confrontano, ciascuno con il proprio bagaglio, con le proprie conoscenze, esperienze, emozioni… Eppure in quelle diversità che si guardano tra loro si compie l’individualità di ciascuno!
Sì, ognuno di noi conoscendo meglio l’altro conosce sé stesso a patto che l’incontro sia vissuto responsabilmente cioè lontano da pregiudizi, pensieri negativi, dunque a cuore aperto. Per conoscere meglio l’altro bisogna mettersi in ascolto di ciò che vuole dirci, accogliere ciò che vorrà darci, viverlo come un dono da condividere. Nel conoscere chi non è me dunque scopro di appartenere responsabilmente alla mia comunità che così cresce nella bellezza di tanti incontri che si intrecciano come si fa con un grande abbraccio.
L’Infiorata in qualche modo rappresenta proprio la bellezza dell’incontro, vissuto in due modi diversi e preziosi. Da un lato l’incontro con l’altro nel momento in cui si formano i gruppi di lavoro: attraverso l’estrazione dei membri del gruppo ogni anno si ha la possibilità di conoscere persone diverse. Nello specifico quest’anno ci sarà anche l’entusiasmo trascinante di 40 ragazzi che hanno scelto di incontrare la diversità di noi adulti che dovremo essere custodi di questo dono prezioso. I gruppi di lavoro poi andranno a portare sorrisi e allegria nelle strade dove avverrà l’altro incontro: quello con i curiosi, i passanti, con chi si lascerà catturare da quella magica atmosfera.
L’incontro io-l’altro quindi ci consente di comprendere meglio chi siamo, che cosa possiamo donare alla comunità, quanto sappiamo metterci in ascolto di noi stessi e di chi abbiamo di fronte.
È dunque bellezza che si compie e che ci aiuterà a salvare il mondo!