Evento denso di contenuti e di pubblico quello tenutosi nella serata di mercoledì 22 maggio a Subiaco, presso la sala conferenze della Foresteria del Monastero di Santa Scolastica. E d’altra parte non poteva essere diversamente per un incontro dall’ambizioso titolo Subiaco e il diritto allo sviluppo territoriale. Attraverso gli interventi dei suoi relatori e di prestigiosi ospiti, Obiettivo Sviluppo ha presentato le linee strategiche della sua attività politica, le consapevolezze di partenza e gli obiettivi da raggiungere nel corso di un’auspicata attività amministrativa.

Presentato da Danilo D’Amico, l’evento ha preso avvio con la memoria storica. Attraverso il suo appassionato intervento, il professor Giovanni Sbraga ha ricordato alcune tappe essenziali che hanno contraddistinto la storia di Subiaco. Attraverso le amministrazioni comunali che si sono susseguite nel corso dei decenni abbiamo ripercorso il lento passaggio da una città rurale con pretese industriali ad una località con una vocazione turistica mai del tutto realizzata. Un viaggio nel tempo accompagnato – tristemente – dal progressivo spopolamento, tratto distintivo di tutta la Valle dell’Aniene. Gli fa eco Luigi Gaetani, medico ed ex assessore comunale alla sanità, che incentra il suo intervento sulle conseguenze dell’invecchiamento della popolazione. Nonostante le oggettive difficoltà riscontrate nel corso del suo mandato (la legge Balduzzi del 2012 che sopprimeva il 50% dei posti letto degli ospedali italiani, per citarne una), Gaetani richiama la necessità di rilanciare l’ospedale di Subiaco sulla base della sua integrazione con i servizi sociali e sanitari territoriali. Sembra essere questa l’unica strada percorribile per affrontare l’esplosione delle patologie croniche, caratteristica inevitabile di una popolazione locale sempre più anziana. È quindi la volta del tema urbanistico, affidato alla trattazione dell’architetto Andrea Luciani. Un intervento marcatamente tecnico, che lascia trasparire tuttavia un concetto fondamentale: il futuro dell’edilizia risiede nella rigenerazione urbana, nel solco introdotto dalla Legge Regionale 7 del 18 luglio 2017 (Disposizioni per la rigenerazione urbana e per il recupero edilizio). La messa a norma antisismica, il contenimento del rischio idrogeologico, l’efficientamento energetico e la riconsiderazione delle periferie assumono una rinnovata centralità nelle linee strategiche pubbliche e private. Quindi il convegno prosegue con una netta virata verso uno degli asset da tempo proclamati come strategici per lo sviluppo di Subiaco: il turismo. Michele Lando, dottore commercialista, espone alcuni dati significativi attraverso cui globale e locale si confrontano: se da un lato è innegabile il ruolo strategico del settore, dall’altro risultano davvero poco significativi i risultati ottenuti fino ad oggi, gli investimenti in gioco e le politiche pubbliche messe in campo. C’è molto da lavorare, anche attivando strategiche sinergie con imprenditori e investitori privati. È quindi la volta di Ermanno Rapone, ex assessore al bilancio del comune di Subiaco, che espone la sua visione disincantata sull’amministrazione dei piccoli centri. Le risorse di cui oggi un comune può disporre sono esili, troppo per avviare da soli qualsiasi tentativo di sviluppo. Per questo diventano non solo strategiche ma essenziali le collaborazioni con enti regionali e nazionali in grado di finanziare qualsiasi progettualità che si ponga l’auspicato obiettivo di rinnovare il paese fermando l’emorragia di giovani che caratterizza l’intero territorio. Chiude la serie di interventi Domenico Petrini, presidente di Obiettivo Sviluppo, che attraverso la sintesi di quanto descritto da chi lo ha preceduto, traccia un lucido scenario della situazione odierna: Subiaco non è più la guida della Valle dell’Aniene. Denuncia quindi il diffuso sentimento di disamore nei confronti della politica e del settore pubblico come prodotto dello scarsa capacità di ascolto “dal basso” dimostrata da chi amministra il paese, a cui si somma lo scarso sostegno nei confronti delle classi commerciali e imprenditoriali. Conclude il suo intervento proclamando l’intento di avviare un progetto politico del tutto nuovo e inclusivo in vista delle prossime amministrative, che sappia far dialogare tutte le parti sociali e politiche al fine di perseguire un rilancio economico e occupazionale. Infine l’appoggio nei confronti dell’onorevole Lollobrigida e dell’esponente di Fratelli d’Italia Nicola Procaccini, candidato alle prossime elezioni del parlamento europeo, perché il sostegno di Obiettivo Sviluppo possa essere il primo passo in questa rinnovata politica di rete. Ed è proprio Francesco Lollobrigida a chiudere la manifestazione, con una disamina storica sul valore simbolico e storico di Subiaco nella formazione di un’identità culturale europea. Il discorso iniziale anticipa il cuore del ragionamento: l’Europa è un valore culturale irrinunciabile, ma a livello politico e amministrativo necessita di un costante impegno teso a limitarne le eccessive ingerenze espresse nei confronti del nostro Paese. Rivendica dunque l’impegno in questa direzione di Fratelli d’Italia, senza tuttavia perdere di vista la territorialità. Lollobrigida ribadisce la disponibilità a sostenere le iniziative di sviluppo territoriale di Subiaco e della Valle dell’Aniene. Per poi descrivere le qualità del candidato Nicola Procaccini, da anni impegnato come sindaco nel rilancio di Terracina. L’Onorevole spiega come la città laziale sia passata dal dissesto economico e dalle infiltrazioni camorristiche ad essere una delle città più virtuose del Lazio attraverso l’impegno amministrativo operato in due mandati dallo stesso Procaccini, oggi proiettato verso la sfida elettorale al fine di portare in questa Europa mai così traballante la concretezza politica di un amministratore locale.