Comunicato stampa dell’Abbazia di Subiaco

Si è svolta nella mattinata di mercoledì 29 maggio 2019 una cerimonia presso il Sacro Speco di Subiaco durante la quale l’Abate Ordinario Dom. Mauro Meacci ha consegnato un frammento significativo di roccia al P. Sergij Filippov, Igumeno del Monastero ortodosso di Sumarokovo (Mosca – Russia).
Il P. Sergij ha già da tempo avviato un progetto per l’edificazione di una chiesa intitolata a San Benedetto nel suo monastero. Tale progetto ha avuto la benedizione dell’Abate-Vescovo Dionisio di Novospassky, il più antico monastero ortodosso di Mosca, da cui dipende il monastrero di Sumarokovo.
L’Abate di Subiaco, sensibile al dialogo tra le Chiese cristiane, ha inviato un suo rappresentante al viaggio a Mosca guidato dal Card. Angelo De Donatis nei giorni 29 aprile – 4 maggio 2019. A partire da questa circostanza e dalla condivisione del succitato progetto da parte dei monaci ortodossi di Novospassky e di Sumarokovo, l’Abate Meacci ha predisposto quanto necessario perché un frammento significativo di roccia della grotta dove visse come eremita San Benedetto (480-547) venisse loro donata così che diventi la prima pietra dell’erigenda chiesa in onore del Santo Patriarca dei Monaci d’Occidente.
La delegazione guidata dal P. Igumeno Sergij ha avuto modo di incontrare mercoledì 29 maggio scorso la Comunità monastica di Subiaco e di rivolgere ad essa un breve discorso in forma privata.
«Si tratta di una serie di eventi storici che si intrecciano tra loro – ha affermato l’Abate di Subiaco Dom. Mauro Meacci –. Il viaggio della delegazione romana a Mosca, a cui abbiamo partecipato anche noi, con l’accoglienza fraterna da parte dei monasteri moscoviti di Sretensky, Novodevichy, Novospassky e sopratutto l’incontro col Patriarca Kirill nella Lavra di Sergijwe Possad, e il progetto dei monaci di Sumarokovo di costruire una Chiesa in onore di San Benedetto. Entro un mese da quel pellegrinaggio a Mosca, ecco questi nostri fratelli pellegrini a Subiaco!
Ora questo progetto, già più volte presentato, ha un punto fermo in quella “prima pietra” che abbiamo voluto donare, cavata dal Sacro Speco di San Benedetto. È il segno che ogni casa di preghiera dev’essere costruita sulla roccia, cioè su Cristo. Ma anche il segno della solidità a cui ogni espressione monastica deve tendere nell’esercizio della carità fraterna.
Infine, il nostro è un gesto di amicizia con i fratelli monaci della Chiesa Ortodossa di Russia: le radici comuni della fede cristiana e del monachesimo non ci lasciano indifferenti. Accompagneremo con la preghiera e con sincero interesse la realizzazione di questo loro progetto».