Nell’ultimo numero di AnioNews abbiamo pubblicato un’inchiesta sull’Ospedale di Subiaco, illustrando la storia ed i motivi del declino. Vi proponiamo un’intervista con chi vive la realtà quotidianamente.

I cittadini sembrano oramai assuefatti, abituati e forse disillusi. La lenta agonia dell’Ospedale di Subiaco viene percepita come un destino inesorabile. Una sorte ineludibile che insieme all’impoverimento e allo spopolamento del territorio condannerà tutti, prima o poi, a dover ripensare il futuro su questo territorio.

Ma visto da dentro l’Ospedale come appare? Come vive questa situazione il personale che da decenni impegna la propria professionalità al servizio della salute? Abbiamo avuto modo di ascoltare la voce di chi questa situazione la vive in prima linea. Ogni giorno.

Come è cambiato l’ospedale di Subiaco negli ultimi 10 anni?

“L’ospedale dei Subiaco negli ultimi 10 anni ha perso oltre il 70% delle proprie potenzialità di assistenza in termini di posti letto, servizi specialistici e diagnostica. Nel 2010 l’Ospedale di Subiaco era dotato dei seguenti reparti per acuti: medicina, geriatria, chirurgia, ortopedia, spdc, rianimazione, un servizio di Radiologia attivo H12 dal lunedì al sabato. Ora la situazione è radicalmente cambiata ed attualmente l’Ospedale è dotato di 15 posti letto di Medicina per acuti e altri 10 circa di lungodegenza riabilitativa, dai 12 ai 25 posti letto di Chirurgia Generale. Il servizio di radiologia dispone di soli 3 dirigenti medici con l’inevitabile conseguenza che per malattie o ferie il servizio rimane sguarnito ed opera solo in telemedicina (in questo caso non si possono fare ecografie e tac con mezzo di contrasto). Nel mese di agosto 2019 il servizio di radiologia ha visto il radiologo presente in sede solo per 10 giorni su 31 e non sempre H12. Tutti gli altri servizi sono stati soppressi ed il personale trasferito presso altri nosocomi aziendali”.

Cosa possiamo dire in merito al Personale, alle dotazioni strumentali, all’organizzazione dei reparti e al numero di prestazioni erogate?

“Mah, prendiamo ad esempio la Radiologia. Negli ultimi 15 anni siamo passati da 9 unità a 6. C’è comunque scarsità di tutto il personale soprattutto nei festivi, per interventi di pronto soccorso ed esami urgenti di reparto. I reparti vanno avanti grazie ai doppi turni, anch’essi comunque limitati per legge. Il numero di esami è drasticamente diminuito, sia in ambulatorio che in pronto soccorso. Non c’è più l’ortopedico (chirurgia): oltre ai 4-5 posti letto che aveva anche i tanti esami collegati a quell’attività non si fanno più. Il Radiologo in forza al presidio ospedaliero di Subiaco sta più a Tivoli che a Subiaco e senza dirigente medico si riescono a fare solo gli esami di routine. Organizzazione dei reparti? Anche qui facciamo un esempio. C’è un’urgenza di pronto soccorso e in reparto manca il radiologo, il paziente va trasportato in ambulanza a Tivoli. Oppure: il ricovero medio si allunga in quanto gli appuntamenti per gli esami a Tivoli si riescono a prendere a distanza di parecchi giorni. Per l’ecografia? L’assenza del radiologo costringe ad andare a Tivoli anche per interventi di PS. La necessità di fare un’ecografia spesso implica quella di fare un TAC con contrasto, che senza radiologo non si può fare. Di nuovo a Tivoli. Come se non bastasse: le strumentazioni e le dotazioni sono tutte obsolete. I dentisti non hanno nemmeno un personal computer adatto per vedere le ortopanoramiche. Immaginate ora una situazione nella quale alla fine arriverà qualcuno a misurare l’efficienza e la produttività dell’Ospedale sulla base del numero di prestazioni erogate e dell’efficienza dei ricoveri: sarebbe o no una truffa?”.

Quale futuro per l’Ospedale di Subiaco?

“Il futuro dell’ospedale di Subiaco è tutto da definire ma sicuramente non roseo. Con l’applicazione del Dm 70 del 2015 che regola i servizi di assistenza ospedaliera, compresi quelli di emergenza, l’attività chirurgica del Po di Subiaco verrà ridotta alla sola attività di Day Surgery e tutti i casi urgenti saranno trasferiti presso l’Ospedale di Tivoli (Dea di I livello). A seguito di questo rimane da capire se sarà garantita la guardia chirurgica H24 o se, come è logico che sia, verrà limitata solo H12. Se così dovesse essere il pronto soccorso dovrà essere giocoforza derubricato a Primo Soccorso aperto dalle ore 8 alle ore 20 solo quando presente il chirurgo, in quanto un pronto soccorso non può operare senza una guardia chirurgica attiva. Ma se anche tutto rimanesse com’è ora si dovrà comunque affrontare il fatto che la medicina sta evolvendo anche rapidamente mentre la dotazione tecnologica dell’Ospedale di Subiaco è ormai vecchia di oltre 15 anni. Se 10 anni fa era accettabile non eseguire esami tac in urgenza limitandosi alla diagnostica ecografica e/o di laboratorio questo oggi è inconcepibile. Non si può ormai prescindere dall’eseguire esami strumentali di III livello, che richiedono la presenza di un radiologo in sede e non teleconnesso, sia nella gestione delle emergenze che dei ricoveri ordinari. Purtroppo storie simili a quelle dell’ospedale di Subiaco è già stata scritta in tutte le regioni amministraste dalla sinistra. Questi presidi ospedalieri sono destinati a chiudere concentrando risorse nei grandi ospedali. Il problema rimane la garanzia delle emergenze sul territorio. Possiamo fare 30 Km per una visita specialistica ma morire in ambulanza no! Questo ci sembra una condanna”.

Dalla Regione viene propinato un quadro molto diverso. E’ stato stanziato e speso un finanziamento regionale di 1.440.000€ per la realizzazione dei nuovi reparti di Medicina e Lungodegenza prima, e di Chirurgia dopo, effettivamente poi realizzati; in ultimo l’ammodernamento del Pronto Soccorso per il quale sembra stiano iniziando i lavori in questi giorni, di pari passo con la realizzazione dell’elisuperficie.
Insomma, questo Ospedale c’è o non c’è?

“Ci sono le mura pulite tinteggiate, ci sono i letti nuovi e ci sono i bagni in camera. Ma questo c’è anche in un albergo. Per fare un ospedale serve altro. Serve personale medico e paramedico, servono dotazioni strumentali al passo con il tempo per come la vedo io sarebbe preferibile un ospedale decrepito ma dotato di tutta la strumentazione e del personale necessario, dove si possa rispondere seriamente alle problematiche di salute della gente. Hanno fatto maquillage come accade spesso la politica”.