E’ in distribuzione a Subiaco e nella Valle dell’Aniene il numero 16 del mensile AnioNews. Di seguito l’editoriale.

“Parlare di politica non è mai facile, a meno che non si entri nel vortice delle dicerie, dei proclami a chi la spara più grossa o, meglio ancora, nella disputa a denigrare e ridicolizzare l’avversario.

Ed è esattamente quest’ultima la pratica più in uso alla politica ai tempi del Web, dove l’informazione viene masticata e digerita in un battibaleno. La facilità con cui si riesce a far ricadere addosso a qualcuno responsabilità e nefandezze è pari a quella di scaricare in un post, in pochi attimi, tutta la rabbia che altrimenti in una discussione civili mai potrebbe accadere.

La buona politica è osteggiata a favore di chi è più bravo ad utilizzare e, a volte, manipolare il web; abbassare il livello politico significa dare spazio alla mediocrità. Lo sanno bene in molti, capacissimi sulla rete e lontanissimi da competenze necessarie a governare un Paese complesso come il nostro.

Subiaco non è sfuggito agli anni dell’esperimento grillino (forse il più alto livello di mediocrità raggiunto in politica e nella pubblica amministrazione, che la Nazione ricordi), dove, all’inizio, si prometteva democrazia e si esaltava la meritocrazia, e si finiva creando un quadro di scollamento totale tra quello che si era proposto, e come ci si era proposti, e quello che poi realmente è stato.

Il nostro interesse è quello di avere una condotta che provi a tenere alto l’interesse per la politica, raccogliendo elementi utili ad una analisi seria, poggiata sui fatti, e che rifugga il semplicistico, l’approssimazione, il qualunquismo e la degenerazione dell’informazione, elementi questi che ancora oggi rappresentano la “massa critica” della comunicazione.

Se vogliamo vedere da vicino un dato locale, a Subiaco sembra che ci siano segnali decisamente buoni. Nei diversi fronti politici ci si muove per articolare le prossime amministrative, sotto sotto, come si dice, si inizia a lavorare. A sinistra, un po’ ci si sgancia da questa amministrazione, divenuta solo con il tempo, monocolore. Un percorso ad utilità, potremo definire quello dell’attuale Sindaco, iniziato con l’antipartitismo per approdare al Partito Democratico, un partito che a sua volta ha digerito, non senza mal di stomaco, una situazione paradossale.

Nel centrodestra, sembra essere tornato il sereno e con questo tornano a brillare alcuni momenti che lasciano intravedere qualcosa di nuovo, in un panorama politico fatto, per troppo tempo, di chiusure a riccio sulle proprie posizioni, di individualismi e di supponenza personale.

Il consigliere comunale Gianni Ormetti, lascia il suo posto ad Antonello Ricci, primo dei non eletti della lista Progetto Subiaco.

Di Gianni Ormetti si possono dire solo cose lodevoli, in termini umani, professionali e politici. E allora perché tanta qualità lascia un incarico ottenuto attraverso la propria candidatura a Sindaco? Perché Gianni Ormetti lo aveva già detto all’inizio della sua esperienza, che appena fosse passata la metà del proprio mandato avrebbe lasciato per dare spazio ad altri, in un sistema di alternanza che lui ha visto come possibilità di crescita per tutti. Lo aveva detto e lo ha fatto, attraverso il rispetto della parola data, attraverso un atto di coerenza importante e attraverso un momento di confronto collegiale; elementi questi altamente qualificanti e che dovrebbero essere presi ad esempio. Questi atteggiamenti stanno proiettando, probabilmente, le forze politiche e associative locali, alternative al PD e al modello “Pelliccia”, a guardare con maggiore interesse ad un’apertura e ad un confronto, sereno e di prospettiva, per la prossima tornata elettorale amministrativa.

Siamo solo alle prime battute, i motori sono ancora fermi, ma le scuderie ribollono in preparativi, seguiremo con attenzione, con il nostro modello di analisi; lasciamo ad altri proclami e facili trionfalismi, i cittadini vanno informati correttamente e non nutriti di vane glorie personali”.