Preoccupa la situazione della stazione sciistica di Monte Livata, attraversata dall’ennesima diatriba giudiziaria che ha di fatto bloccato la realizzazione del nuovo rifugio di Monna dell’Orso.

Unica stazione sciistica in provincia di Roma, la Livata 2001 concessionaria degli impianti da qualche anno sta portando avanti l’attuazione di un piano industriale che mira alla riqualificazione e ammodernamento della stazione.

Da ultimo nei mesi di settembre si stava procedendo alla realizzazione di un manufatto in legno da adibire ad accoglienza ed assistenza degli sciatori sottoposto nel mese di ottobre a sequestro da parte del Commissario agli Usi Civici.

Per fare chiarezza abbiamo intervistato, nel numero 17 di AnioNews in distribuzione in questi giorni, l’Amministratore Romolo Proietti Checchi.

Signor Proietti, a distanza di un anno stiamo di nuovo parlando dell’ennesimo esposto e della ennesima vertenza giudiziaria. Cosa succede?

“Salve, succede che si deve lottare contro chi tenta in tutti i modi di non far sviluppare Monte Livata tentando di impedire che altri investano e creino poti di lavoro ed economie”.

Ci aiuti a capire: cosa stavate realizzando a Monte dell’Orso?

“A Monna dell’Orso si sta realizzando un rifugio da tempo atteso, che possa dare un minimo di dignità e sicurezza agli sciatori. Non è possibile non fornire dei servizi minimi a una località che nei mesi invernali riceve la presenza di migliaia di turisti. Non ci sono servizi igienici degni di questo nome, non ci sono locali idonei ad accogliere gli sciatori in caso di mal tempo o di abbassamento delle temperature. Il personale del soccorso piste svolge il suo lavoro senza un locale di soccorso e senza un luogo di ricovero. Molti degli sciatori potrebbero testimoniare le difficoltà che io sottolineo da tempo. A tutto questo è destinato il rifugio che stiamo realizzando”.

Ma il manufatto è stato sequestrato.

“Questa è un’altra inesattezza che circola nel Paese e nei social. Non è sequestrato il manufatto che ha ricevuto tutte le autorizzazioni previste per legge. Tutti gli organi come comune di Subiaco, Parco dei Monti Simbruini, Regione Lazio e Ministero dell’Ambiente hanno rilasciato pareri favorevoli. Sotto sequestro sono i terreni comunali su cui poggia questa opera perché sembrerebbero gravati da usi civici. Uso il condizionale essendo la normativa in materia mutata recentemente ed essendoci diverse interpretazioni giurisprudenziali. Ciò che rammarica fortemente è il fatto che tutto questo procedimento ha preso il via dal solito esposto firmato da privati ben noti con l’aggiunta di un commerciante di Monte Livata, i quali dovrebbero sostenere lo sviluppo del territorio. Per decenni ci sono stati operatori che hanno fatto solo cassa, spesso approfittando del turismo occasionale senza investire in alcun miglioramento della località. Dal 1977 al 2013, anno in cui abbiamo ripristinato l’impianto di Monna dell’Orso, grazie al contributo anche della Regione Lazio e a nostre risorse private, il finanziamento fu erogato dall’allora assessore Francesco Lollobrigida, nessuno ha pensato ad investire. Prima i flussi economici erano considerevoli: c’erano scuole sci, alberghi e tanti operatori, eppure si è pensato solo a far cassa senza una visione di lungo periodo. Leggo sui social che si discute sul piano industriale della Livata 2001, che ricordo è stato totalmente attuato. Abbiamo previsto interventi anche al di fuori del piano industriale come il rifugio oggetto di vertenza, eppure anche oggi che si comincia a parlare di completamento degli impianti di innovamento, di programmato c’è di nuovo chi si oppone. Stiamo valutando tutti gli scenari legali per tutelare le nostre legittime aspettative e chiamare a rispondere chi ha responsabilità di questi ritardi e intralci”.

Lei quindi denuncia un clima di ostilità?

“Sicuramente. Personalmente registro un clima veramente ostile agli investimenti, un’incapacità diffusa sia del territorio che degli amministratori locali di saper attrarre e mantenere in loco imprenditori. Le attività a Monte Livata da me intraprese hanno poco a che fare con un ritorno imprenditoriale, ma molto con una volontà di contribuire alla crescita economica e occupazionale del territorio, una volontà di lasciare qualcosa di positivo. Su tutti i profili, da quelli infrastrutturali ai servizi, non facciamo nulla per creare le condizioni per far sì che imprenditori mossi da spirito di investimenti e dalla prospettiva del giusto ritorno economico possano guardare a Subiaco e Monte Livata. Dobbiamo fare di più come sistema paese per invertire il decadimento economico e demografico del sublacense”.

Le festività natalizie sono passate di nuovo senza neve a Monte Livata: ha senso continuare ad investire nella stagione invernale?

“Assolutamente sì. Certo, sempre più le stazioni turistiche guardando all’estate come un elemento importante del bilancio annuale, ma l’inverno con la neve mantiene una prevalenza nel flusso economico. Purtroppo a Monte Livata paghiamo i decenni senza programmazione e senza la capacità di vedere le tendenze del settore, soprattutto sul tema dell’innevamento programmato. Ora recuperare è difficile, mancano i flussi necessari per essere autonomi negli investimenti infrastrutturali”.

Ci dia qualche buona notizia.

“La buona notizia è tutta nella determinazione ad andare avanti. Nei prossimi giorni presenteremo come società concessionaria un piano di completamento e ampliamento della stazione sciistica, da presentare alla Regione Lazio, che negli ultimi mesi ha messo a disposizione importanti risorse grazie agli emendamenti dei consiglieri Massimiliano Maselli e Giancarlo Righini di Fratelli d’Italia, che di concerto con l’assessore Mauro Alessandri del Partito Democratico hanno concesso una opportunità da non perdere. Il Parco dei Monti Simbruini sta cercando di coordinare una progettualità condivisa faticando a volte a stemperare le contrapposizioni e i campanilismi diffusi”.

Quali interventi state prevedendo?

“Non voglio anticipare nulla, posso solo dire che gli interventi riguarderanno tutta la stazione, dall’innevamento artificiale alla pista di sci nordico e alpino ai servizi collaterali. Un riordino necessario per rilanciare Monte Livata e Subiaco”.

Speriamo che tutto questo si concretizzi in fretta.

“Lavoreremo affinché nei prossimi mesi queste prospettive diventino certezze”.