La salute dei cittadini deve essere senza dubbio tra i primi diritti da garantire, tra le prime ragioni che spingono a battersi: oggi deve rappresentare una priorità, senza se e senza ma.

Peccato però che non sia andata così a Subiaco dove la terapia intensiva resterà il grande NO da parte della Regione Lazio.

Nonostante l’emergenza riguardi anche il nostro territorio ed i paesi limitrofi, la Regione nega l’arrivo di ventilatori e dunque la possibilità di poter usufruire di un reparto di terapia intensiva.

Inutile dunque l’incremento di casi di Covid 19 a Subiaco, inutile rammentare la posizione geografica del nostro nosocomio che garantirebbe assistenza preziosa alle realtà territoriali distanti dalla capitale, da Monterotondo o da Palestrina.

Sì, perché l’ospedale di Palestrina diventerà un Covid Hospital: non solo disporrà di 4 nuovi posti letto nel suddetto reparto ma verrà implementato anche il personale sanitario, con esperti che resteranno anche quando l’emergenza sanitaria sarà finita.

La Regione Lazio taglia del tutto fuori la nostra città, il nostro nosocomio, la salute dei nostri cittadini e questo ci indigna, non poco.

Tante le riflessioni che possono scaturire da una situazione come questa: da un lato si implementa una struttura che già disponeva di un reparto di terapia intensiva, dall’altro si lascia del tutto indietro un ospedale che avrebbe disperatamente bisogno di quei quattro posti letto. 

Non dimentichiamoci che la terapia intensiva rappresenta un reparto fondamentale e non solo per i contagiati da Covid 19: tante patologie richiedono un ricovero nel suddetto reparto e questa necessità può riguardare pazienti di qualunque età.

In altre parole chi viene ricoverato in terapia intensiva non ha possibilità di sopravvivere altrove, senza l’assistenza di personale sanitario altamente specializzato che sia in grado di ristabilire l’equilibrio delle funzioni vitali.

La terapia intensiva rappresenta un reparto imprescindibile perché insostituibile nella garanzia del diritto più prezioso, quello della salute. 

La Regione Lazio ancora una volta sembra essere sorda, ci lascia soli di fronte ad un’urgenza sanitaria che invece avrebbe dovuto portare a misure eccezionali. 

Mentre il governo investe negli ospedali che ora più che mai sono l’unico strumento in grado di garantire la sopravvivenza dei malati, la Regione non solo nega la terapia intensiva a Subiaco ma costringe a limitare la lungodegenza e la chirurgia. 

E’ davvero questo ciò che ci aspettiamo da chi dovrebbe battersi per i nostri diritti? 

Noi non dimenticheremo il “gran rifiuto” ricevuto e faremo ciò che è in nostro potere per scuotere le coscienze perché è di questo che si tratta. 

Non possiamo rimandare questa battaglia, ne va della salute dei nostri cittadini. 

Diteci pure che abbiamo il pallino della sanità: in fondo è vero e ne siamo orgogliosi.