Chi di noi non ha mai incontrato la paura nelle nostre vite?

È una sensazione con la quale ci scontriamo da sempre, fin da bambini. Forse non ricordiamo l’istante esatto in cui sia apparsa davanti ai nostri occhi perché ciò che accade nell’infanzia non sempre si imprime nella nostra mente.

Una cosa è sicura: alla paura rispondevamo correndo verso la mamma, mettendoci dietro di lei come se ci facesse da scudo. Dietro le sue gambe ci sentivamo invincibili: qualunque cosa fosse arrivata non ci avrebbe colpito. 

In questo tempo complesso la paura è giunta prepotente nelle nostre vite per via del Coronavirus che, proprio come un sovrano assoluto, pone e dispone di noi e dei nostri desideri. Noi adulti possiamo ricorrere a strumenti diversi per fronteggiarla ma in fondo sappiamo che ci sono dei momenti in cui la paura ci morde il cuore, come una morsa dalla quale non riusciamo a scappare. 

Ma ci siamo mai chiesti come i nostri bambini stiano affrontando le loro paure? Un’insegnante di sostegno dal cuore d’oro, che ho il privilegio di annoverare tra le mie amiche, ha cercato di rispondere a questo quesito con una storia. 

Il suo nome è Franca Checchi e, proprio come il ragionier Bianchi di “Le favole al telefono” di Gianni Rodari, si è armata di campanellini, nastrini, brillantini di mille colori ma soprattutto di parole. Ne è nata una meravigliosa favola moderna, non al telefono bensì allo smartphone, proprio nell’anno in cui ricorrono i 100 anni dalla nascita di Rodari, proprio nel momento in cui i social possono diventare un mezzo con cui esorcizzare la paura. 

Mi chiederete: com’è possibile? 

Guardate questo video dove il Re Corona viene spodestato dal trono prepotente su cui si è assiso grazie al coraggio di un principino e lo scoprirete.

Prima di riflettere con voi su ciò che ha suscitato in me questa favola, leggete le parole con cui l’insegnante ha scelto di presentare il suo libello.

“L’ideazione di questo libretto è stata dettata dall’esigenza di raccontare il “virus” ai bambini in modo inusuale. 

Affrontare la malattia, senza parlare della malattia. Narrare una storia per esorcizzare il cambiamento, la tristezza e l’inquietudine, usando anche dispositivi di sicurezza, che diventano come per magia, una soffice nuvola e un morbido prato. 

All’interno del libricino sono presenti soprattutto le illustrazioni poiché sono convinta che i libri illustrati sono fondamentali per lo sviluppo cognitivo dei bambini. 

L’immagine è utile ad associare la parola all’azione e la rende più fruibile. 

I disegni sono un valore aggiunto, poiché attraverso segno e colori, il fanciullo può interpretare il personaggio della storia e farlo “suo”. Le rappresentazioni grafiche inoltre, spezzano la narrazione, che a volte diventa monotona: con l’ausilio delle vignette il bambino dà corpo e sostanza al racconto, entra dentro la storia e ne diventa parte integrante.

Le immagini infine, hanno un potere fortemente rievocativo: il libro proprio per questo si anima e diventa, anche in un momento difficile e strano, il compagno ideale per qualsiasi bambino”.

Ditemi la verità: anche voi vi siete persi nella magia celata tra quelle pagine?

Questo è il potere dei libri e poco importa che siano destinati all’infanzia. 

Tutti noi siamo la figlia del ragionier Bianchi che, alle 9 di sera in punto, attendeva la chiamata del suo papà, pendolare in giro dell’Italia a causa del lavoro, per la sua storia prima di addormentarsi.

Tutti noi abbiamo paura di un sovrano crudele che ci strappa i nostri cari, ci costringe a stare lontani da loro e sembra godere del nostro dolore.

Ma, come in tutte le fiabe, anche le nostre vite avranno un lieto fine: arriverà il principino capace di rinchiudere nuovamente il re nel suo castello e lasciarcelo per sempre.

Noi dalla nostra possiamo tenere viva la speranza proprio come quei girasoli che sulla copertina sanno volgere i loro petali alla ricerca dei raggi di sole più luminosi.

Possiamo difenderci ed insegnare ai nostri bambini che la mascherina non fa paura ma può diventare ciò che la fantasia potrà vedere in essa: anche una nuvola caduta dal cielo che sembra celare il nostro sorriso ma che in realtà prima o poi tornerà ad accendersi.

Torneremo a sentire il calore di quei raggi sulla nostra pelle, proprio come quel sole pieno di brillantini sul retro del libricino che irradia calore fino al mare.

Il mare della felicità in cui ci tufferemo quando il Re Corona sarà solo un brutto ricordo ed il principino “vaccino” lo sconfiggerà, per sempre.