Stamane si solleva un grido d’allarme da parte del centro destra di Subiaco, ormai riunitosi per le prossime elezioni comunali del 2021.

Un grido che arriva ancora una volta dal nosocomio sublacense, l’Arnaldo Angelucci, che da domani si vedrà amputato del reparto di chirurgia.

I suoi servizi saranno totalmente bloccati con non pochi disagi per gli utenti e i pazienti in attesa di essere operati.

Arriva dunque l’ennesimo taglio chirurgico ad un diritto alla salute già severamente amputato per il nostro territorio, taglio che diventa ancor più grave se calato nel periodo storico che stiamo vivendo.

In piena emergenza Covid-19 infatti, poter contare su una struttura ospedaliera locale per quei servizi che in qualche modo l’emergenza sanitaria sta spazzando via, sarebbe fondamentale.

I cittadini sublacensi invece sono costretti a subire l’ennesima stangata, in un clima di silenzio da parte dell’amministrazione che definir assordante è riduttivo.

Dieci giorni fa Subiaco assisteva alla politica dei proclami, quelli del completamento dell’elisuperficie ma ad oggi l’impressione è che quel risultato abbia un prezzo troppo alto.

Sarebbe stato fondamentale battersi per poter garantire ai cittadini, non solo di Subiaco ma anche dei comuni limitrofi, i servizi essenziali.

Invece da mesi è in scena lo svuotamento dell’Angelucci, uno scenario che lascia basiti tra reparti chiusi e strumenti diagnostici obsoleti se non addirittura assenti.

Intanto però corrono i lavori per l’apertura del secondo modulo della Rems e ci si affanna per completare delle promesse elettorali vecchie di decenni che si sgretolano di fronte ad una struttura salda solo nelle mura ma al suo interno priva dei reparti essenziali.

In un clima del genere non è semplice poter svolgere la propria professione: il centro destra infatti ci tiene a ringraziare i vari professionisti di ogni ordine e grado per l’impegno profuso in mezzo a non poche criticità.

In una nota gli esponenti, da cui arriva questa preoccupante denuncia, garantiscono una costante vigilanza rispetto a questa inaccettabile situazione e un impegno quotidiano, consapevoli che Subiaco non merita il trattamento a cui è costretta.