Nell’ultima stretta progettata dal governo Conte in vista delle festività natalizie, per il contrasto alla diffusione del Covid-19,  tra le tante attività colpite sono rientrati anche i comprensori sciistici che sono stati costretti a tenere chiuse le loro attività.

Sembra una beffa: un Natale innevato ma senza poter godere di quella neve, né per gli imprenditori né per gli appassionati di sport invernali.

Queste restrizioni hanno ulteriormente messo alla prova vari settori dell’economia italiana, sotto torchio da mesi: a lanciare l’allarme l’onorevole Francesco Lollobrigida che, attraverso un atto formale presentato alla Camera dei deputati in data 18 dicembre, ha dato voce a tutti i proprietari degli impianti sciistici.

La sollecitazione formalizzata alla Camera nasce da un confronto diretto con i rappresentati di categoria e con il fine di salvare il comparto turistico invernale, si legge testualmente nel suddetto atto:

“il danno per la mancata apertura a dicembre e, soprattutto, durante le vacanze di Natale già ammonta a circa un miliardo di euro, e se l’attuale previsione dell’avvio della stagione sciistica dal 7 gennaio non dovesse trovare conferma, le perdite aumenteranno ancora.”

Occorre evidentemente un intervento che consenta di fornire indennizzi a tutti coloro che rientrano nella filiera: dalle guide alpine ai maestri di sci, dagli enti proprietari ai gestori.

La formalizzazione alla Camera, voluta con determinazione da Lollobrigida e dall’intera compagine di Fratelli d’Italia, rappresenta un impegno per il governo che dovrà valutare obbligatoriamente quanto proposto.

Se davvero esiste un “modello Italia” per la gestione pandemica del Coronavirus, molto deve essere fatto in campo economico: ne è una prova il fatto che la Francia abbia già fornito agli imprenditori del settore sciistico il 50% del fatturato perduto.

L’appello di Lollobrigida inoltre andrà valutato con ancor più attenzione visto che la stagione sciistica potrebbe non ripartire dal 7 gennaio: le incertezze iniziano ad essere troppe, occorre fornire risposte concrete a chi ha dedicato la sua vita ad un settore come il turismo invernale che rappresenta una delle eccellenze italiane.