Per le amministrative 2021-2016 a Subiaco la parola d’ordine è unione. Insieme per un’idea di città condivisa, dove sensibilità e appartenenze diverse si uniscono in nome della sua rinascita. Una rinascita auspicata da tanti interpreti: Obiettivo Sviluppo, Lega Subiaco, Fratelli d’Italia Subiaco, Forza Italia e SI-Amo Subiaco quindi non solo i vari partiti di centro-destra ma anche tutte quelle realtà associative e civiche che hanno a cuore Subiaco ed il suo futuro. 

Ne parliamo oggi con Domenico Petrini, in qualità di rappresentante di Obiettivo Sviluppo.

-Domenico, da dove e perché è nata una coalizione di così ampio respiro per le tornate elettorali del venturo 2021?

Innanzitutto non è stato facile, ci sono stati momenti anche difficili per cercare di mettere insieme una coalizione che vede presenti tutti i partiti del centro destra ma anche tante forze civiche e associative che vogliono impegnarsi per Subiaco. Abbiamo attraversato delle situazioni complesse a causa delle quali sembrava non si riuscisse in questo progetto ambizioso ma poi tutti abbiamo messo al primo posto Subiaco e la necessità di dare al paese un’amministrazione di qualità. Questo ha fatto sì che tutte le distanze e le differenze venissero meno, uniti dallo scopo comune che è quello del rilancio di Subiaco che da anni è in grande difficoltà per via di un’amministrazione totalmente chiusa in se stessa. 

-Qual è la finalità politica di questo progetto?

Ciò che ci ha unito e ci continua ad unire è la necessità di invertire il lento decadimento che Subiaco sta avendo, al di fuori di presenze turistiche soddisfacenti che si verificano per diverse ragioni, molte delle quali anche indipendenti dall’amministrazione comunale. Nello specifico il paese sta progressivamente decadendo a livello demografico, economico, sociale e culturale. Lo scopo quindi è quello di concentrare le migliori realtà professionali e civiche sublacensi, insieme ad un’analisi e condivisione politica da parte dei partiti, che consentano di portare sul territorio non solo risorse economiche ormai necessarie, visto lo stato di dissesto in cui versa il Comune, ma anche e soprattutto una visione di ampio respiro che permetta a Subiaco di tornare ad essere il centro della Valle dell’Aniene e, come Comune trainante, il punto di riferimento anche per servizi ed attività di carattere economico. 

Qual è l’aspetto che ti piace di più di questa coalizione?

L’elemento più bello, e che ci ha maggiormente soddisfatto nell’avviare questo percorso naturalmente ancora lungo, è che si tratta di un “progetto positivo”. Esso infatti non nasce contro qualcuno, contro qualcosa o sui personalismi che tante volte, anche ultimamente, stanno animando tante parti, ma ricerca l’unione con cui dare il massimo contributo alla città. Questo progetto è l’idea di una Subiaco che possa lavorare insieme, trovando strategie politiche, economiche e professionali per il paese. Nessun altro progetto presente sul territorio, né quello in continuità con l’amministrazione comunale, né altri che ancora non capiamo se prenderanno forma e che forma hanno ora, vivono di questo spirito: la positività, la volontà di fare uno scatto consentendo una ripresa a Subiaco. Ed è proprio questo elemento quello che ci entusiasma ad andare avanti, vedendo come tante forze abbiano messo da parte le proprie posizioni, i propri personalismi, per qualcosa di vero e di positivo. Continuo a dire che questo progetto è proprio l’idea di una Subiaco nuova, diversa, che riesce aggregare e ad unirsi intorno ad un territorio che tutti quanti amiamo. 

-Cosa non condividi dell’azione politica portata avanti negli ultimi 10 anni dall’amministrazione Pelliccia?

A prescindere da tante scelte amministrative discutibili ed una gestione economica del Comune pressoché fallimentare, l’elemento più grave e dannoso portato avanti dalla amministrazione Pelliccia, e che, naturalmente, si pone in continuità con i progetti che le forze che sostengono l’amministrazione stanno mettendo in campo, è l’idea di un’amministrazione lontana, divisa dalla città. Essa è nata, in passato, come un movimento popolare ma ben presto, una volta arrivata al Comune, si è divisa. Ha assunto l’arroganza di chiudersi in se stessa e soprattutto di ritenersi autosufficiente, con la convinzione di bastare a governare il paese e che le idee, le posizioni, le visioni di pochi potessero essere quelle giuste per tanti. Questo è l’errore che questo progetto non commetterà: quello di far sentire i cittadini lontani dal Comune, quasi in subordine rispetto agli amministratori comunali. Molto spesso, in questi anni, quello che ho visto personalmente è che tante idee, persone, qualità che abbiamo sul territorio, sono state messe da parte per l’idea di pochi. È mancato quel senso di umiltà, il mettersi a disposizione dei cittadini per governare il paese. Invece l’amministrazione Pelliccia si è dimenticata che la prima cosa che un’amministrazione deve fare è essere al servizio dei cittadini, non pensare semplicemente di governarli. 

-Se dovessi descrivere l’impegno politico che vi vede protagonisti con tre parole, quali sceglieresti?

Sceglierei sicuramente politiche, unione e servizio. La parola politiche per intendere sia l’azione politica, anche pensando ai partiti, ma soprattutto concentrata su temi pratici, intesi come politiche del territorio, sociali, culturali, turistiche ed economiche. Unione invece intesa come non solo delle forze civiche e partitiche che partecipano al progetto ma anche di un paese per il suo cambiamento. Infine servizio nel senso di un progetto politico che è al servizio dei cittadini e del tessuto sociale di Subiaco. 

-Cosa auspichi per il futuro della città?

Tanti aspetti, soprattutto in termini economici e sociali ma principalmente uno solo: quello di una città più unita, coesa, nel cercare di riportare a Subiaco quel ruolo centrale che ha, non solamente per la Valle dell’Aniene, ma proprio anche per la sua storia.