Continua il nostro appuntamento riguardo coloro che stanno mettendo in campo impegno e passione per progettare una città nuova in vista delle prossime amministrative 2021-2026. Gli appassionati di Anionews ormai sapranno che il centro destra di Subiaco, dopo 10 anni, torna ad unirsi insieme alle varie realtà associative e civiche, per rendere questa nuova visione di città più corale possibile. Si tratta di un progetto politico che nasce dalla voce dei cittadini, in ascolto delle loro esigenze: una politica della città per la città dunque. Attraverso questi appuntamenti cercheremo di farvi conoscere meglio i vari componenti della coalizione approfondendone prospettive, programmi e ideali che animano il progetto stesso. Oggi è il turno di Emanuele Rocchi, consigliere comunale in questi ultimi 5 anni e coordinatore della Lega sezione di Subiaco.

-Emanuele, partiamo da te. Attualmente sei il coordinatore della Lega sezione Subiaco, da quanto tempo e perchè hai scelto di dare il tuo contributo all’interno di questo partito portandone il logo nella città?

Sono coordinatore del partito della Lega qui a Subiaco da circa due anni e mezzo, precisamente dall’ottobre del 2018 e ho deciso di aderire a questo gruppo dopo essere stato cercato dal coordinamento provinciale-regionale. Hanno voluto costruire intorno a me, per Subiaco e per i paesi limitrofi della Valle dell’Aniene, un progetto che potesse portare una Lega diversa: non più una Lega Nord ma una Lega che guardasse sia al centro che al sud con lo stesso interesse con il quale, negli anni indietro, guardava alla parte settentrionale dell’Italia. Aprire il partito a tutto il territorio nazionale e portarlo all’interno dei nostri territori: questa è stata la scelta condivisa. Sono contornato da persone come lo stesso Durigon, coordinatore provinciale nonché ex sottosegretario al lavoro e componente della Camera dei deputati con il quale ho un ottimo rapporto così come anche con altri suoi colleghi. Abbiamo costruito, stiamo costruendo e sono sicuro che costruiremo nei prossimi mesi, una squadra ed un gruppo di lavoro formidabili, che possano poi interfacciarsi alle prossime elezioni amministrative a Subiaco e in altri luoghi della Valle dell’Aniene come Agosta, ma anche alle prossime elezioni che avremo nel 2023 a livello regionale. 

-Il progetto politico che ti vede tra i protagonisti ha una parola chiave su cui muoversi che è unione. Quanto è importante un impegno in questa direzione?

Fondamentale. Noi, come ho ascoltato nelle tue premesse correttissime, abbiamo riunito il centro destra ossia quella compagine politica e partitica che a Subiaco non vedeva luce da più di dieci anni. La rottura infatti risalirebbe ufficiosamente al 2008, con i dissidi del centro-destra tra le varie componenti dell’allora PDL (Popolo della Libertà), che poi si è concretizzata e palesata nelle elezioni comunali del 2011 e del 2016. Per noi quindi riunire questo centro-destra è stato l’aspetto più difficile perché nulla era scontato: è stato molto complicato mettere insieme persone che da dieci anni si lanciavano frecciatine nonostante fossero sedute allo stesso tavolo. Alla fine però ha prevalso il senso di responsabilità, la voglia di condividere un progetto, un programma, con una squadra che ci auspichiamo possa governare la città nei prossimi 10 anni, non solo nei prossimi 5.

-Da ormai 5 anni rivesti il ruolo di consigliere comunale e quindi hai avuto la possibilità di analizzare da vicino l’operato dell’amministrazione Pelliccia. 

Quali sono le criticità più urgenti da segnalare secondo te?

Vorrei partire dagli aspetti positivi che l’amministrazione, a mio avviso, ha portato avanti. Ha lavorato bene sul turismo: qualche risultato negli ultimi tempi lo abbiamo visto anche se molti sostengono che non sia merito dell’amministrazione. Io credo che chi amministra, nel bene e nel male, abbia delle responsabilità: quando le cose vanno bene è giusto riconoscerne i meriti. Per il resto invece un disastro su tutti i fronti. Mi riferisco ai rapporti personali, a quelli con le opposizioni, così come a quelli tra le associazioni: l’amministrazione Pelliccia, dal 2011, non ha fatto altro che dividere. Quindi, tornando alla domanda precedente, noi crediamo che unire sia la scelta migliore. Troviamo e troveremo infatti una città profondamente disunita nei rapporti personali, familiari, associativi, istituzionali quindi il primo passaggio da compiere secondo me sarà proprio questo: riunire la città di Subiaco. Altro disastro l’ospedale: è stato un vero e proprio fallimento, non solo dell’amministrazione Pelliccia ma anche a livello regionale quindi del Partito Democratico. Io ricordo che quando c’erano altri partiti al governo sia della città che della Regione, tutti quanti andavano a protestare contro le scelte scellerate degli organi istituzionali e poi, come d’incanto, negli ultimi 10 anni nulla o poco è stato fatto. Abbiamo un ospedale con all’interno una REMS, una struttura sempre più in dismissione. Io dico sempre, sia quando parlo con gli altri colleghi che con i cittadini, che l’ospedale è aperto grazie alla preziosissima collaborazione di tutti gli addetti, di ogni ordine e grado, che siano medici, infermieri, così come anche le ragazze che gestivano il bar prima della chiusura: una sinergia fondamentale. Grazie a loro l’ospedale è ancora aperto: so di personale medico con dottori e infermieri che fanno doppi, tripli turni, che hanno rinunciato alle ferie per cercare di colmare alcune lacune da parte della politica, in questo caso della politica guidata da Nicola Zingaretti e dal Partito Democratico.

-Questa nuova visione di Subiaco è accompagnata da uno slogan forte #PARTECIPA #SOGNA #OSA #CAMBIA. Cosa rappresenta e che messaggio vuole mandare?

Partecipa è un invito: chiunque potrà e dovrà dare il proprio contributo perché si tratta di un progetto politico aperto che attende tutti i cittadini. Non bisogna più stare dietro la finestra e guardare cosa accadde nella propria città: è il momento di scendere in capo, ognuno ovviamente a proprio modo. Ci sarà ovviamente chi sarà in prima linea, chi invece nelle retrovie però è importantissimo partecipare, così come è importantissimo sognare. Sognare una città nuova, una città diversa, con un cuore pulsante vivo. È poi fondamentale osare, un termine azzeccatissimo che tra le altre cose contraddistingue il mio stesso operato sia politico che personale perchè è esattamente con questo spirito che, secondo me, bisogna guardare avanti. Infine cambiare: delle volte si può cambiare anche in peggio, noi invece auspichiamo, e sono certo che lo faremo, un cambiamento in meglio. 

-Se dovessi descrivere l’impegno politico che vi vede protagonisti con tre parole, quali sceglieresti?

Serietà, concretezza e determinazione. Serietà inteso come atteggiamento di una persona impegnata in politica che possa essere affidabile, che rappresenti un faro per tutti i cittadini, una speranza. Concretezza come via attraverso la quale passare dalle parole ai fatti, scendere in mezzo ai cittadini, esserci. Infine determinazione, concetto che riprende quello che ho detto poc’anzi: la voglia l’ardore, quel mio motto famoso “non si molla un centimetro”.