Continua il nostro appuntamento riguardo coloro che stanno mettendo in campo impegno e passione per progettare una città nuova in vista delle prossime amministrative 2021-2026. Gli appassionati di Anionews ormai sapranno che il centro destra di Subiaco, dopo 10 anni, torna ad unirsi insieme alle varie realtà associative e civiche, per rendere questa nuova visione di città più corale possibile. Si tratta di un progetto politico che nasce dalla voce dei cittadini, in ascolto delle loro esigenze: una politica della città per la città dunque. Attraverso queste interviste cercheremo di farvi conoscere meglio i vari componenti della coalizione approfondendone prospettive, programmi e ideali che animano il progetto stesso.

Oggi sarà la volta di Antonello Ricci, attualmente consigliere comunale e rappresentante di Fratelli d’Italia.

-Antonello, il tuo impegno politico è strettamente legato all’adesione ad un partito, Fratelli d’Italia. Quando e perchè hai capito che proprio in quel partito avresti potuto investire le tue energie e il tuo impegno?

La mia avventura in realtà parte da ancora più lontano. Da quello che era il Fronte della Gioventù e poi AN (Alleanza Nazionale).  Dalla politica scolastica durante l’era Percoco fino alla vittoria storica di Franco Lando nel 2001. Da Alleanza Nazionale al PDL (Popolo della Libertà) e lì lo scatto d’orgoglio con la nascita di Fratelli d’Italia. Scelta tanto brillante quanto folle, si lasciava un partito saldamente al 33% per fondarne uno dello “0 virgola”. Vi starete chiedendo: perchè? Perchè le rendite di posizione non rappresentavano più le idee per le quali avevamo lottato da sempre. Le poltrone da una parte, l’Anima dall’altra. Non avemmo dubbi: nacque così Fratelli d’Italia. 

-Eppure qualcuno oggi vi accusa addirittura di essere incoerenti?                                          

Questa è bella. Gli auguro tanta fortuna e di poter scrivere storie come quella di sopra. Abbiamo una missione da compiere: mandare a casa questa maggioranza e aprire un ciclo amministrativo che abbia come pilastro i partiti del Centro Destra e i movimenti che oggi gravitano in quell’orbita. Il resto è solo l’ennesimo regalo alla Sinistra Sublacense.    

-Unione è la parola attorno alla quale questa nuova visione di città sta prendendo forma e per il centro destra in particolare ha un valore forte, visto che torna a concretizzarsi ora dopo 10 anni. Perchè allora è così importante ripartire da una visione corale?                                                                                                                        

E’ importante partire guardando avanti. Indietro ognuno può trovare 1000 motivi di rivalsa contro chiunque, se guardiamo avanti invece, in mezzo alla nebbia di quest’ultimo decennio, potremo scorgere gli obiettivi da perseguire. Primo fra tutti quello di cambiare l’attuale amministrazione per insediarne una che abbia come pilastro il sostegno dei partiti di Centro Destra, sia a livello locale che sovra-comunale. Fratelli d’Italia esordì nel 2013 con un magro 1,9% che permise di far eleggere 9 deputati, oggi punta dritta al 20%. Tanti nel tempo, con i più disparati trascorsi, hanno riconosciuto il valore e lo spessore dell’offerta politica del partito. Oggi ci proponiamo come forza di governo della città, insieme agli amici della Lega e di Obiettivo Sviluppo, Forza Italia e Siamo Subiaco, con l’unico progetto concreto declinato su tutta la scala politico-istituzionale della nazione.
Ci saranno altre liste? Sì, la vecchia amministrazione tornerà alla carica magari con qualche nuovo fiancheggiatore, ma questo rimarrà l’unico progetto valido, e soprattutto concreto, per il futuro.

-Anche tu, come dicevamo in apertura, sei consigliere comunale e quindi hai portato avanti il tuo impegno politico durante l’operato dell’amministrazione Pelliccia. Dopo 10 anni allora, su quali aspetti è necessario intervenire per il bene della città?

In primis sulla visione di città da oggi a 10 anni. Nello specifico serve un cambio di rotta su rilancio economico, imprese, artigianato. Non è più rinviabile una presa di posizione netta sull’Ospedale, che porta con sé la necessità di avere un’amministrazione Regionale che segni una discontinuità netta rispetto al binomio Zingaretti-Pelliccia, anche per quanto riguarda la tutela del fiume Aniene e l’utilizzo che ne viene fatto come risorsa naturale, idrica, turistica ed energetica. Sulla Cartiera, specchio di questo decennio, va data nuova linfa ai progetti imprenditoriali che non riescono a prendere il via. Su Monte Livata va ampliato lo sforzo per lo sviluppo della località turistica e dei servizi a supporto per i visitatori, ma soprattutto per rendere la meta appetibile anche per periodi di permanenza medio-lunghi, magari legati alle nuove tipologie di lavoro agile (smart working). Alcuni comuni Italiani hanno realizzato progetti importanti e di assoluto pregio, coniugando le bellezze naturalistiche con i servizi che incentivano la permanenza di medio periodo. Da semplice “località turistica” a smart-village ad un’ora da Roma. Il passo è breve, la differenza infinita.

-Se dovessi descrivere l’impegno politico che vi vede protagonisti con tre parole, quali sceglieresti?

Ne scelgo quattro: PARTECIPA, SOGNA, OSA, CAMBIA.

-Oltre alla passione politica, nella vita privata sei il papà di una bambina. Quanto allora il tuo impegno per la città è in ascolto delle esigenze delle generazioni future?

La sfida verso le nuove generazioni è quella di non far abbandonare Subiaco, partendo dall’offerta formativa delle scuole superiori fino ad arrivare alle opportunità di lavoro sul territorio. Lo Smart Working, che va incentivato, è un grosso aiuto. Ma va creata economia che permetta a chi resta di immaginare un futuro qui a Subiaco. Tutto questo non è utopia: è una Subiaco possibile e noi daremo il massimo affinché la possibilità divenga realtà.