Il Coronavirus ha ridisegnato totalmente le nostre vite: ne ha sconvolto i piani, ristabilite le priorità, fatto riscoprire la mancanza di momenti a cui forse ci eravamo così abituati da darli per scontati.

Anche il nostro rapporto con la fede si è dovuto adeguare a distanziamenti e restrizioni: momenti di forte spiritualità come la Pasqua, il Natale, sono stati vissuti lontani dalle fastose celebrazioni religiose, lontane da quei riti come le processioni che in paesi come Subiaco sono radicati profondamente nei cuori dei cittadini.

Anche le celebrazioni per l’Apparizione della Santissima Trinità, previste per il prossimo 16 febbraio nello storico santuario di Vallepietra, saranno interessate da questi sconvolgimenti.

A dichiararlo proprio il rettore del santuario, Don Alberto Ponzi, che invita i fedeli ad unirsi alla celebrazione eucaristica che, probabilmente, verrà trasmessa in diretta Facebook per consentire a più persone possibile di prenderne parte.

Il culto della Trinità infatti è particolarmente sentito in queste terre tanto da richiamare pellegrini che, ripercorrendo i sentieri rocciosi che hanno attirato uomini e donne vocati alla Santità, elevano a Dio voti e devozioni.

La Santa Messa verrà vissuta con una presenza limitata dichiara mons. Ponzi, anche per via dell’impossibilità di raggiungere il santuario per la copiosa presenza di neve.

Si tratta infatti del santuario più alto del Lazio: sorge presso le sorgenti del Simbrivio, a 1337 metri di altitudine sui fianchi del Monte Autore.

Il cuore della devozione è rappresentato dal famoso affresco la cui datazione si perde nella notte dei tempi.

Il rettore raccomanda ai fedeli di rivolgersi a quella fede trinitaria, auspicando che la pandemia si risolva e che ben presto i devoti possano tornare a popolare il santuario della loro gremita e gradita presenza.